INTERVISTE

INTERVISTA – ALMA IRATA

BIOGRAFIA Alma Irata, band Alternative Rock/ Post Hardcore nata a Roma nel 2012. Le liriche in cui prevalgono tematiche di ispirazione politico sociale, fanno da collante e contribuiscono a delineare il concept stilistico della band. Il 19 gennaio 2013, gli Alma Irata pubblicano l’EP “Errore di Sistema” (“Art of Riot Record & Film Work” e “Rosarylane Record”). Il lavoro discografico porta la band ad intensificare la propria attività live e a raccogliere consensi tra addetti ai lavori e magazine di settore. Dopo la partecipazione alla compilation “Uniti per la Musica” ottengono il riconoscimento su RockStyle.it miglior band nel Gennaio 2014. Il primo album della band, “Deliverance” (Narcotica promotion), viene pubblicato ad Ottobre 2016 e sarà distribuito in tutta Europa da Goodfellas. Il lavoro ottiene un ottimo responso da riviste specializzate come Rockerilla, Rumore e molte altri magazine nazionali. Nel 2022 siglano un contratto discografico con Overdub Recordings. “Sai chi ha fatto la rivoluzione?” e “Ogni santo giorno” sono i due singoli estratti, entrambi accompagnati da due videoclip promozionali, che anticipano il nuovo album “Pillole di Inquietudine Sociale” in uscita il 25 Aprile per Overdub Recordings e distribuito in tutta Europa via Code7/PHD.   Ciao ragazzi è un piacere avervi qui su bandtop, ci raccontate la vostra storia? Ciao, piacere nostro di essere qui su Bandtop. La storia è, più o meno, semplice e comune a molte altre band: due fratelli (chitarra e batteria) volevano suonare insieme. C’era di mezzo anche un caro amico, altro chitarrista, e si parte alla ricerca del bassista. Era il 2013. Si scrive e si va a registrare un EP “Errore di Sistema“. Si cambiano nel frattempo 5 o 6 bassisti. Fin da subito e, senza dircelo, abbiamo optando per l’italiano come lingua e, vai a capire il perché, questo ha comportato che i temi da trattare fossero tutti inerenti tematiche sociali e politiche.. Insomma sentivamo troppo (ma non è mai abbastanza secondo noi) i RATM in quegli anni.. (E per la cronaca non credo smetteremo mai!)  Il nome venne da Santo, il batterista, ma ancora oggi discutiamo su questa sua vena “latineggiante”,  invece l’aggettivo “IRATA” ovviamente da sia la connotazione rabbiosa al progetto sia è il titolo di una canzone, a noi carissima, dei CSI.  Nei vostri pezzi affrontate temi politico/sociale, che messaggi volete dare con i brani? Bella domanda! Ribalto: ti piace la società capitalistica, iperconsumistica in cui siamo immersi? È abbastanza facile cadere nel trend di cercare di esorcizzare il suo male su di te con una musica di protesta .. Il difficile è non cadere nello slogan! Non è quello che vogliamo. Il nostro desiderio è di offrire una rilettura, un punto di vista personale ma comprensibile e condivisibile per tutte le ANIME SENSIBILI come le nostre. Ce ne sono molte. È solo che sono tutte troppo ricurve su se stesse per vedere che meravigliosa moltitudine sono! La cosa interessante dei nostri testi è, secondo noi, l’IO Narrante che spesso è scomodo. Ad esempio, in questo ultimo album c’è una canzone “Talismano” dove affrontiamo il tema della pedofilia nella chiesa e lo facciamo dalla parte della vita dicotomica di un PASTORE-MOSTRO .. Non ti nascondo che la parte neocatecumenale della nostra famiglia d’origine non ha molto apprezzato (radiati per sempre!) AHAHAH Nel 2022 avete siglato un contratto con con la Overdub records, ci raccontate il processo produttivo? quanto è importante oggi avere il supporto di un etichetta come la vostra? I ragazzi di OVERDUB sono arrivati a noi dopo che avevamo già il master del disco chiuso .. Lo abbiamo proposto a loro e ad altre etichette .. Qualche diniego e più di qualche label interessata a pubblicarlo, ma, vi assicuro è bastato avere a che fare con Marcello (il boss) e Maria (ufficio stampa) per capire che questa doveva essere la nostra nuova casa. Tanta attenzione per il progetto ,il concept e l’artwork. Professionalità, competenza ma anche comprensione. Siamo al momento entusiasti del percorso con OVERDUB. Del resto senza di loro non saremmo mai finiti sul blog dell’Espresso.  A nostro avviso, oggi, un’etichetta  del genere alle spalle è fondamentale.. Potresti anche far da solo ma faticheresti il triplo, mentre essere parte di una struttura, che nel caso di OVERDUB si configura come una famiglia di band con affinità umane e stilistiche, è tanta roba! Merito loro che sanno davvero far bene il loro lavoro.. Poi Marcello mi sopporta e mi risponde sempre e questo non è scontato quanto mi “impanico”..  Chi è il songwriter della band? Ciao, mi chiamo Alessandro, ho 42 anni e ho iniziato a suonare tardissimo.. Penso intorno ai 23.. E non perché volevo rimorchiare la sera al falò della spiaggia. Quindi, per concludere, troppo pippa per questi 20 anni di musica .. Decisamente! A parte gli scherzi l’approccio degli IRATA, ad oggi, è abbastanza cantautoriale .. Si arriva con una idea abbastanza definita e con delle parole e poi si arrangia insieme. Così sono nati ERRORE DI SISTEMA (2013 – Rosary Lane record), DELIVERANCE (disco in inglese. 2016 – distribuito da Goodfellas) e il nuovo PILLOLE DI INQUIETUDINE SOCIALE (2023 –  Overdub Recordings). Devo dire che forse siamo pronti per iniziare a scrivere dalle jam in sala.. Sarebbe pure ora! AHAHAHAH .. Così non ci metto 8 anni per trovare idee e riff degne di nota! Faticate a trovare spazio live? e il vostro punto di forza qual’è? I live sono abbastanza un casino! Tanta offerta di band, poca “domanda” di pubblico. Per fortuna dalle nostre parti (Roma) esistono ancora delle isole felici. Cito un po’ di posti in ordine casuale perché ce li ho nel cuore per i live belli fatti li e le belle persone che li gestiscono: Circolo Casponi Arci di Pomezia, Sottoscala 9 a Latina, Defrag (Roma, Tufello).. Gli altri, si offendano pure, si vede che non ci hanno voluto da loro Sul punto di forza, non so proprio .. Può darsi che tu ti imbatta in noi in un localaccio di periferia e magari ti colpisca la nostra foga nel suonare certe cose e

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MOJOSHINE – L’INTERVISTA

MOJOSHINE  I Mojoshine sono una open rock band che nasce nella Marsica Abruzzese nel 2014. Ecco le loro parole. Ciao ragazzi, chi sono i Mojoshine e cosa fate di bello? Vi va di presentarvi al nostro pubblico di lettori? Ciao, come va? Io sono Patrizio De Luca, sono una delle voci e uno dei chitarristi dei Mojo. Poi c’è Pierpaolo Battista all’altra chitarra, Mattia Sabatini alla batteria, Maria Loreta Forgione all’altra voce e Tony Di Marzio al basso. Accanto, a tenerci per mano, Overdub Recordings che crede in noi e noi in loro, Daniela Gizzi e Val Monteleone che ci vedono da un oblò e ci rendono immagine, Andrea Maceroni (Slam Studio Recordings) che ci fa dare il massimo, ragiona e fissa le nostre idee, la nostra musica. Che genere di musica fate e a quali artisti vi ispirate maggiormente per i vostri lavori musicali? Noi Mojoshine__ siamo una band di sicura madre alternative rock, per semplificare le cose. Cerchiamo di dare spazio a tutto ciò che ci viene suggerito dalla quotidianità. Finora quello che ci ispira e ci ha ispirato, siamo riusciti a trasformarlo in canzoni. Siamo innamorati di questo processo naturale delle cose. Mi viene difficile darti dei nomi di artisti, ma sicuramente è la credibilità dell’arte e degli artisti che, sostanzialmente, cattura la nostra attenzione. Il vostro nuovo singolo Fuga è una canzone di grande importanza non solo musicale, ma anche sociale. Di cosa tratta e quanto è importante per voi diffondere il suo messaggio oggi? Ti ringrazio per questa domanda. Fuga vuole dare coraggio a chiunque si trovi a gestire o essere gestito da sentimenti di odio o prevaricazione, arroganza e indecente presunzione. L’ignoranza è una tenia. C’è una voce sincera che spesso viene trascurata perché è sempre lì… quella del cuore…è la stessa voce che da millenni guida vittime e carnefici. Riuscendo ad interpretare le azioni che il nostro battito detta, potremmo riprovare a vivere in purezza l’emozione inequivocabile, senza più scegliere che tipo di fuga vestire. Credo sia importante ritrovare la necessità di una condivisione reale del tutto, in quest’epoca attuale, dove la condivisione è principalmente virtuale e carica di aspettative viscide. C’è aggressività in giro e credo fermamente che tendere una mano di fiducia sia fondamentale, soprattutto quando il cane mostra i denti. Quanto ha influenzato il vostro luogo d’origine, l’Abruzzo, nelle vostre canzoni e nelle immagini che descrivete nei vostri brani musicali? L’Abruzzo è un luogo mistico, fatto di aneddoti, racconti, cadute, rovine, rinascite. Fatto di volti picchiati ed accarezzati dalla natura che detta legge. Le linee che ci circondano, le onde, le cime, le faggete, i fiumi, le acque calme di lago, il sottobosco…. sono movimento, caos, tumulto, suoni rasserenanti e conosciuti…sì, probabilmente, tutto questo abita nelle nostre canzoni. – Quali sono i vostri progetti futuri? Ci saranno dei live per presentare il vostro nuovo singolo “Fuga”? – Abbiamo materiale pronto che non vediamo l’ora di far uscire e suonare dal vivo. Per quanto riguarda i live, sui nostri canali sapremo aggiornarvi meglio. Ci piace stare dove si suona e si è. – Grazie della fiducia. – Grazie a te per l’opportunità. Ringrazio i MOJOSHINE per il tempo dedicatoci LABEL: OVERDUBRECORDS ASCOLTA FUGA

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DIE GO – L’INTERVISTA

Abbiamo raggiunti i DIE GO band metal Londinese Ciao ragazzi benvenuti su Bandtop.it. Siete una band italiana, ma che vive a Londra, quanta differenza con l’italia state notando nel 2023? si è sempre detto negli anni che all’estero c’è più spazio, è ancora così? Ciao e grazie per averci invitato! Devo in realtà specificare che noi siamo una band formatasi a Londra, nel 2015, da un Argentino il chitarrista Diego Fardel e da me, Gabe Scapigliati, cantante e bassista. Tecnicamente quindi siamo una band 100% Londinese formata da 2/3 di italiani, includendo ovviamente Edoardo Mariotti alla batteria. Posso farla breve sullo spazio “all’estero”? Io in Italia avevo deciso di smettere con la musica, in parte anche per problemi fisici, ma dopo 6 mesi qui in UK ho deciso di ricominciare ed ora la musica e’ al 100% il mio lavoro. A giugno tornerete in Italia con 4 date, emozionati? Ovviamente emozionati gia’! Non nascondo sia stata dura organizzare tutto, ringrazio la IDIA Management per l’enorme sforzo, ed ad oggi siamo ancora a ritoccare la logistica. In aggiunta, per motivi di salute, Edoardo sfortunatamente non sara’ a suonare con noi quindi avremo un turnista, Fabrizio Sambo, per coprire tutte e 4 le date del tour. Non vedo l’ora ovviamente di toccare Torino, la citta’ di cui sono originario, dopo 11 anni di assenza. Come nascono i vostri brani? Chi è il songwriter della band? I brani nascono tutti, strumentalmente parlando, dal chitarrista Diego Fardel. Io scrivo l’80% dei testi diciamo, e Diego il resto. Quando tutti i riff che compongono una canzone sono grosso modo definiti, intervengo io con testi e struttura, da li’ la batteria e’ praticamente si incolla sopra con naturalezza e ammetto che Edoardo nell’ultimo album ha fatto un lavoro enorme ad interpretare le canzoni, in maniera maniacalmente dettagliata. 74 DAYS STARING AT THE VOID è il vostro ultimo EP, ce lo raccontate? Quali tematiche affrontate? Possiamo dire che tra 74 Days e Culto, il primo album, non e’ cambiato molto. Le tematiche sono tutte a sfondo sociale, sentimentale ed almeno una Lovecraftiana! The executioner e’ tratta da un racconto di HP Lovecraft, scrittore che leggo parecchio ed e’ sempre stata per me fonte di ispirazione (beh…ed anche per Metallica e Iron Maiden, giusto per citarne un paio). Progetti futuri? Abbiamo dei progetti a corto termine, tour nella seconda metà del 2023 e nel 2024 e nuovi video che usciranno nei prossimi mesi, ed a lungo termine; stiamo infatti gia’ lavorando su nuove idee per il prossimo album. anche se ancora tutto a livello embrionale, ma credo che dopo il tour Italiano ci metteremo di buona lena a tirar fuori qualcosa. Seguendoci sui social sara’ piu’ facile avere un’idea di cosa succederà nei prossimi mesi! Com’è il vostro rapporto col pubblico? Il rapporto con il nostro pubblico e’ fatto di sudore e capelli. Io dal palco vedo i miei e dal pubblico molto spesso vedono le loro chiome, ed e’ eccezionale per me. Quando vedo quell’headbanging, talvolta feroce, ho capito che noi ed il pubblico siamo una cosa sola, e non c’e’ cosa che mi da piu’ soddisfazione. PENSIERO LIBERO SUL PANORAMA MUSICALE ITALIANO Da “immigrato” posso dire che il panorama musicale italiano ha una qualità TOP. Ho visto delle band eccezionali formate da persone che lavorano in ufficio per sbarcare il lunario; musicisti con qualita’ da musicista professionista, “buttate” su un mouse e una tastiera. Purtroppo, Lavoro e Musica sono 2 parole che spesso non trovano una connessione nel Bel Paese. Di conseguenza, la scena italiana per quanto top di gamma, non può che rimanere un hobby. Ovvio ci sono delle eccezioni ed ovvio che io stia parlando di scena Rock e Metal. Ringrazio i DIE GO per il tempo dedicatoci

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SONS OF $HIT – L’INTERVISTA

SONS OF $HIT  BIOGRAFIA I Sons of $hit prendono vita a Mantova tra le umide a paludose terre dei Gonzaga. Il quartetto si forma a cavallo della prima e della seconda ondata, ai più nota come “Covid-19”. Disagio, scomode inquietudini e grottesche riflessioni rappresentano la cifra stilistica comunicativa della band. Il politicamente scorretto è la benzina che incendia e al tempo stesso alimenta il concept sonoro s0s. Ciao ragazzi è un piacere avervi qui su Bandtop, ci raccontate la vostra storia? Ciao, il piacere è nostro! Che dire? Ci sarebbero troppe cose da raccontare e ancora di più da non poter svelare. Partiamo dal presupposto che la nostra band è nata dall’unione di due fattori, la voglia di cantare/denunciare tematiche attuali ma spesso ignorate (soprattutto dalla banalità dei testi musicali odierni) e la continua ricerca evolutiva pur rispettando e richiamando il passato. Il nome, che è tutto un programma, in realtà è molto meno “ignorante” ed arrogante di quanto si possa pensare ad un primo approccio. Noi siamo i “figli” di questi tempi, di questa epoca, di questo momento storico; per come sta andando il mondo la nostra società cos’altro è se non una società di “merda”?! Da li il nostro nome! Sui membri della band mi avvalgo della facoltà di non rispondere senza un avvocato! Scherzi a parte, il frontman, non che cofondatore della band è Bestia Duvalier, brutto, cattivo, truccato ed anche un po’ macabro, se dobbiamo essere onesti. Stufo del solito rap e non favorevole alla direzione che il rap stesso stava prendendo, nel 2020 decide di unirsi al batterista della band Matt Saturn, per rivisitare il proprio progetto solista. Contattando poi successivamente quelli che sarebbero diventati il chitarrista, Paul Daras, ed il bassista, Nik Zer0, da cosa nacque cosa e nacquero i Sons stessi. Non abbiamo un genere ben stabilito o preciso, amiamo sperimentare anche perché ognuno di noi ha influenze diverse chi nasce dal Rap, chi dal Metal, chi dallo Stoner, o dal Rock classico. In sintesi amiamo la buona musica e creiamo fondendo ciò che ci piace. Che messaggio volete dare con la vostra musica? Beh, credo che il messaggio sia forte e chiaro! Vogliamo rivoluzionare tutto, stravolgere le menti con fatti di cronaca non conosciuti o celati, fare in modo che l’ascoltatore pensi “cazzo è vero” o “Non lo sapevo, vado ad informarmi”. Questa è la nostra ambizione testuale. Quanto è importante oggi avere il supporto di un etichetta come la vostra? L’etichetta su alcuni punti di vista è stata un po’ una sorpresa. Nel senso che essendo molto fermi sulle nostre idee e le nostre “anime artistiche” il timore di dover cambiare il nostro io o scendere a compromessi c’era inizialmente. Poi però ci siamo piacevolmente accorti che in realtà l’etichetta ci ha lasciato totale libertà su tutto ciò che era la scrittura, la creazione, gli arrangiamenti e la stessa nostra immagine, questa non interferenza a fatto si che riuscissimo, come con ogni nostro progetto, a mettere noi stessi in Freakshow! Chi è il songwriter della band? Il songwriter è il frontman…è lui la mente malata della band. Progetti futuri? Cosa riserverà il futuro è sempre uno dei misteri solenni. Di sicuro posso accennare al fatto che stiamo già lavorando ad una “Season 3” e che punteremo a fondere sempre di più il nostro sound con il mondo Horror, andando oltre i limiti del semplice mondo musicale!! PENSIERO LIBERO SULLA SITUAZIONE MUSICALE ITALIANA Uhm, domanda veramente bruttissima! Partiamo dal concetto che non tutta la musica può essere inserita in un “calderone”; quindi, parlare di tutta la musica d’oggi sarebbe impossibile. Diciamo che la stragrande maggioranza di ciò che viene spinto dall’industria musicale è molto discutibile e (ad umilissimo parere personale) “usa e getta”. Si è persa la magia della musica che tramite il testo ti faceva viaggiare con la mente o ti faceva riflettere, come si è persa l’unicità artistica, oggi qualsiasi suono è uguale al precedente pezzo di quell’artista o addirittura ad un altro artista ancora che fa musica identica ad un terzo artista e via dicendo. Credo però che non si possa attribuire questo problema solo all’ascoltatore medio però; è vero si è persa da anni la cultura musicale, vero anche che l’indice di attenzione medio si è abbassato quindi anche questo aspetto influisce sulla lunghezza di un brano, però è altrettanto sacrosanto che l’industria discografica in primis stabilisce cosa si debba e si “voglia” ascoltare. Basti pensare alle “mode musicali” o a ciò che ogni giorno si sente in radio. Non è ciò che l’ascoltatore richiede ma è ciò che la discografia propone ed impone che l’ascoltatore stesso la richieda. Da sognatori quali siamo speriamo che tutto sto processo sia semplicemente transitorio e che con il tempo si riesca tornare alle epoche d’oro musicali come un tempo! Ringrazio di SONS OF $HIT per il tempo dedicatoci e gli auguriamo un futuro pieno di musica. Bandtop.it ringrazia di cuore il supporto di OVERDUB RECORDINGS. ASCOLTA E SUPPORTA SONS OF $SHIT

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BLIND RIDE – L’INTERVISTA

Eccoci qui con una nuova intervista Abbiamo raggiungo i “BLIND RIDE”  Band Alternative rock/post hardcore di Campobasso. VEDI SCHEDA BAND Ciao ragazzi è un piacere avervi qui su bandtop, ci raccontate la vostra storia? La nostra storia è quella di qualsiasi gruppo di amici che decidono di combattere il piattume della provincia attraverso qualcosa che esca fuori dall’ordinario, e in qualche modo portare all’esterno della nostra realtà una testimonianza di noi stessi. Il nome viene dal soprannome di uno skater non vedente che appunto è “The Blind Rider”. Dato che oltre ad ammirare la sua forza di volontà, e quindi volerla tributare, il concetto di una corsa verso l’ignoto è qualcosa che ci siamo subito sentiti sulla pelle e che abbiamo pensato potesse rispecchiare anche la nostra idea di musica. Non abbiamo mai parlato esplicitamente di un genere da seguire ma tutto è successo in maniera spontanea seguendo il principio che come dicevamo è legato al nostro nome. Volendo fare una riflessione crediamo che quello che suoniamo sia una proiezione di noi stessi e siccome in noi convive una varietà di emozioni, interessi, visioni, esperienze e ricordi, pensiamo che poter attingere da più fonti stilistiche, conoscere più parole possibili, sia un modo per poterci esprimere al meglio. Attualmente siamo un trio (Marco/voce e chitarra, Piergiorgio/Basso, Angelo/batteria) e anche in passato lo siamo sempre stati. L’unico cambio di formazione c’è stato un paio di anni fa quando come bassista è subentrato Piergiorgio al posto di Giulio. Quali sono le tematiche dei vostri brani? Che messaggio volete dare? Come dicevamo riguardo alla varietà di aspetti che intendiamo approfondire attraverso la musica, per le parole e le tematiche vale lo stesso. Infatti nelle canzoni ci ritroviamo ad affrontare un ampio ventaglio di argomenti che possono spaziare da tematiche politico/sociali/culturali fino a visioni più intime e riflessive. Per questo motivo non crediamo che il nostro progetto porti un unico messaggio ma piuttosto che ogni canzone ne contenga il proprio. Paranoid-Critical Method è il vostro ultimo album, qual’è stato il processo produttivo? come è nato? Il nostro ultimo album “PARANOID-CRITICAL METHOD” e stato composto interamente all’interno della nostra sala prove ed è basato per lo più da idee venute fuori da svariate jam session successivamente strutturate e diventate quindi canzoni. Il disco l’abbiamo registrato a Bologna dall’amico Roberto Rettura, che si è occupato anche del mix. Per una questione di coerenza con l’origine dei pezzi abbiamo deciso di registrarlo quasi interamente in presa diretta, infatti per un solo pezzo non abbiamo adottato questo metodo. Questa scelta è stata fatta anche per essere più genuini e veri possibili, e per poter restituire nei live una resa più fedele possibile al disco. Chi è il songwriter della band? Possiamo dire con certezza che non esiste! Ognuno di noi offre un contributo al processo creativo quindi il songwriter è una figura che nel nostro progetto è collettiva. Quanto è importante ancora oggi essere supportati da un’etichetta discografica? L’importanza di avere un’etichetta riguarda soprattutto la possibilità di acquisire il know how, conoscere la discografia e evitare di fare troppi errori attraverso il confronto. Questo è il motivo per cui è importante essere supportati da chi ha più esperienza nel settore, e per questo ringraziamo sia Overdub che Stock-a per averci iniziato a questo tortuoso percorso. Progetti per il futuro? Una risposta banale ma non per questo non sincera e appassionata: suonare dal vivo il più possibile e registrare più musica possibile. Un pensiero sulla situazione musicale attuale? Una domanda che richiederebbe interi saggi per essere risposta per bene. Volendo fare una sintesi estrema in Italia quello che è tangibile è che si fatica ad essere artisti per una varietà di motivazioni che davvero è impossibile elencare in un’intervista. Potrebbero esserci realtà musicali di peso internazionale se nella discografia mainstream si avesse più coraggio di osare. Conosciamo bene il rischio dell’incertezza legato a questo ambito, ma è anche vero che se alla musica “rischiosa” non viene dato spazio non potremmo mai sapere come potrebbe essere recepita. Chiaramente non è solo responsabilità delle etichette, infatti è sicuramente necessaria una una rivoluzione dei mezzi di comunicazione tradizionali e una più diffusa consapevolezza del valore della musica nei luoghi dove questa è data per scontata. Con questi ed altri interventi, il nostro paese non avrebbe nulla da invidiare ad altri paesi internazionalmente più rilevanti per la musica popolare. Ringrazio i BLIND RIDE E OVERDUB RECORDING per il tempo dedicatoci.

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INTERVISTA A ENIO NICOLINI

Con un enorme piacere ecco l’intervista a Enio Nicolini bassista e compositore italiano. BIOGRAFIA ENIO NICOLINI SCHEDA ARTISTA E LINK SOCIAL Ciao Enio è un enorme piacere averti qui. Volevo chiederti il tuo primo incontro con il basso Il  piacere è reciproco e volentieri rispondo alle tue domande. Il mio primoincontro con il “basso” avvenne tanti anni fa e fu amore a prima vista, infatti nasco bassista, non sono un ex-chitarrista. Il fascino di quel suono mi coinvolse quando iniziai ad ascoltare dei giri di basso fantastici dei gruppi di quegli anni come i Cream nel brano “Badge” o “In-a-gadda- da-vida” degli Iron Butterfly o i virtuosismi del grandissimo Yako Pastorius per approdare alle band seminali Metal degli anni 80 come ad esempio : Led Zeppelin, Black Sabbath, Iron Maiden, Motorhead ecc… Sei un volto noto nel panorama Metal, dopo le esperienze con Unreal Terror e The Black ecco il tuo progetto The Otron, ce ne puoi parlare ? Il progetto Otron come più volte ho detto, è la naturale evoluzione della mia attività solista. La sperimentazione dell’uso del basso in maniera diversa nelle composizioni (iniziata già negli anni 2000) approda oggi a questo progetto dove c’è una sorta di maturazione compositiva (anche se in direzione diversa dagli inizi) dove il basso è la sezione portante e melodica di tutti i brani. Il progetto Otron comprende un percorso di tre lavori, difatti è una “Trilogia” . E’ un mio viaggio fatto in un mondo sci-fi che si apre con “Cyberstorm”, uscito nel 2019 per la Buil2Kill/Nadir record di Genova, dove ho esplorato questi mondi fantastici futuristici alle volte inquietanti. Nel secondo lavoro “Hellisch Mechanism” edito nel 2022 dalla romana Hellbones Records, ho affrontato le visioni distopiche di questi mondi e l’oppressione di algoritmi di potere sulle libertà individuali, sia fisiche che psicologiche. Nel terzo lavoro (che è in fase di registrazione e uscirà nella primavera del 2024) affronterò la ribellione e la ricerca di vie di fuga al sistema imposto da questi algoritmi. La formula degli Otron comprende : basso, batteria, voce e synth, elettronica. Con piacere cito i miei compagni attuali di viaggio che sono : Luciano Palermi (voce storica degli Unreal Terror), Gianluca Arcuri agli elementi di elettronica e Damiano Paoloni alla sezione ritmica. Voglio anche ricordare i musicisti che mi hanno accompagnato nel primo lavoro Otron”Cyberstorm” : alla voce Ben Spinazzola, alla batteria Sergio Ciccoli (Scala Mercalli) e Former Lee Wormer agli elementi di elettronica. Come nascono i tuoi brani, ho ascoltato i tuoi lavori e trovo interessantissimo l’uso del basso in “power chord, miscelato ad altre linee melodiche, come porti questa situazione live ? Tutti i brani nascono partendo dalle “linee melodiche” che creo con il mio basso che sono a supporto dei testi che scrivo in madre lingua (Luciano Palermi li traduce in lingua inglese e li adatta ai brani). Le linee melodiche create con il basso le realizzo usando una tecnica “power chord” poi in sede di registrazione inerisco un’altra linea di basso suonata in maniera più convenzionale a supporto, ovviamente l’uso di effettistica (Fuzz, overdrive ecc. ) mi aiuta ad ottenere quel groove necessario a costruire il mio “Marchio di Fabbrica”. Dal vivo, oltre all’effettistica, suono i miei bassi , di solito con un Kramer (passivo accordato in La+) e con uno Jackson (attivo accordato in sol+) facendo una sorte di mix delle due tecniche. Le tue influenze musicali ? Sono nato artisticamente con la musica degli anni 70 e come già detto mi piacevano i gruppi più sperimentali di quel periodo: Iron Batterfly, i Grund Funk Railroad, gli who, Jimi Hendrix, gli Hawkwind, i Black Widow ecc. Successivamente sono stato travolto dal movimento punk dei Sex Pistol, GBH Clash (grande bassista Paul Simonon pulito ma molto aggrssivo) fino ad arrivare alla NWOBHM che ha coinvolto tutti noi ragazzi di quegli anni. Sono un fan del grande Lemmy dei Motorhead (ho li ami o li odi…io li amo), non mi sono mai piaciuti i Kiss. Mi piace anche ascoltare musica sperimentale ,musica d’autore e anche musica classica Quali sono i temi che affronti nei tuoi brani ? Nei miei lavori solisti iniziati con il progetto Akron (due album Black Widow rec. Genova 1998-2003) favevo un gothic/doom, i testi del primo : “La Signora del Buio” affrontavo un viaggio introspettivo tra il bene e il male, mentre nel secondo :“Il Tempio di Ferro” narravo la storia dei Templari nella loro parte finale con la condanna a morte del Gran Maestro Jacques de Moules per ordine di Filippo il Bello. Nei lavori successivi Sloe Gin e il progetto con ospiti “Heavy Sharing” non mi sono occupato dei brani. Per le tematiche del progetto Otron riporto il lettore alla risposta N. 2 C’è un ricordo o un episodio che ha cambiato o stava per cambiare il tuo percorso musicale ? Ricordo di un viaggio a Londra che feci con Luciano Palermi per promozionare il nostro primo disco “Heavy & Dangerous, uscito per la Bess rec. nel 1985. Eravamo attesi dal Patron dell’Agenzia “Unicorn” per un lancio importante negli Uk e programmare date a supporto. Il disco fu ascoltato, piacque molto e tornati in Italia fiduciosi e carichi, rimanemmo in attesa di una conferma che poi non arrivò mai. Una nota simpatica di quella giornata, feci una jam con i Chariot che avevano una sala prove nello stesso edificio dell’agenzia e fu molto divertente. La tua formazione è iniziata a metà degli anni ‘70, hai vissuto tutta l’evoluzione del panorama musicale, che opinione hai della scena musicale Italia di oggi? dove bisognerebbe migliorare? Non ho una ricetta specifica, penso che il mondo musicale e non solo, non è più lo stesso, ci sono dinamiche nuove e la tecnologia, il web soprattutto, hanno stravolto il modo di vivere la musica, di ascoltarla, di promuoverla ed anche l’economia stessa, che oggi gira su altre coordinate. Infatti il disco fisico perde sempre più mercato a favore di ascolti ed acquisti fatti in rete. Molte band degli anni 70/80 ma

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1 MAGGIO IN MUSICA VILLAGGIO PREALPINO BRESCIA

Mercoledì 1 maggio 2024 andrà in scena “ONE LOVE PREAL” al Villaggio Prealpino, Traversa x 4 (Brescia). Una giornata piena di musica a partire dalle ore 16:00 fino alle 23:00. Una lunga lista di Band si esibiranno per una grande giornata tra musica e cibo. ENTRATA LIBERA BAND IN SCENA ART All Rock Tribute Band ( Rock tribute) KILL DAFNE (Rock italiano) THE JADE (Acoustic cover) KONGIUNTI (Rock Cover) THE MCLARENS ( Cover SEX PISTOLS/RAMONES) BIGFOO (Tributo FOO FIGHTER) NEROVINILE (Rock Italiano) MESMERJSING (ROCK/PROG) TRUE GRIT MATTEO PIZZOLI’S (Blues/Soul) THY (FOLK INGLESE)

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THE TRIAD REC NEWS – NUOVA USCITA PER I CRAZY PARTY

Il 31 marzo sarà finalmente il momento tanto atteso: uscirà il sesto singolo dei CRAZY PARTY, intitolato “Hail Of Lead“! Ma le sorprese non finiscono qui… Segnatevi questa data nei vostri calendari, perché ad aprile arriverà anche “Rain in Paradise“, il settimo e ultimo singolo in attesa dell’uscita del’album. Clicca sulla scheda band e seguili su tutte le piattaforme sociale e streaming per rimanere aggiornato!. CRAZY PARTY BIOGRAFIA Band proveniente da Cagliari (Italia) è nata dalla fusione artistica di 5 musicisti accomunati dalla sfrenata passione per la Musica rock 70/80, la band composta da Luca Piras (Voce) Federico Pilia (Chitarra solista) Alessandro Ledda (Basso) Giorgio Marras (Chitarra ritmica) e Jack Ferrara prima e Sara Pintus poi (Batteria), una band che nel suo sound miscela le influenze diverse di ogni componente, si va dai Queen, agli Whitesnake, dagli Ac/Dc ai Deep Purple, passando per gli Skid Row.

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SPIRIT OF HEAVEN IL NUOVO SINGOLO DI MR JACK

E’ online il nuovo singolo di Mr Jack ” Spirit of Heaven” GUARDA IL VIDEOCLIP di “Spirit of Heaven” ASCOLTALO SU SPOTIFY BIOGRAFIA Cantante, Musicista, Produttore Discografico,Insegnante di Canto. Tanti i suoi progetti musicali, tra dischi solisti, album con diverse band e tanti progetti che lo vedono come Guest. Nei primi anni della sua carriera ha registrato diversi album in studio con gli Iron Heart (la sua prima band), Con loro, partecipa a diversi festival e divide il palco con grandi artisti come: Ian Paice, Joe Lynn Turner, Pino Scotto e tanti altri. Partecipano a diversi album all’estero come ospiti. Organizzatore di eventi per alcuni anni, che l’hanno visto realizzare live e clinic per: Gus G. (Ozzy Osbourne , Firewind), Micheal Angelo Batio, Andy Martongelli (Arthemis, David Ellefson), Edu Falaschi (Angra, Almah) ecc ecc Diversi album nel campo della Horror Music (Soundtrack), collaborando con diverse etichette discografiche straniere, pubblica diversi lavori (Album, EP,Singoli, Video ecc), in Italia e all’estero, sempre inerente il mondo Horror , collabora con Cinecittà World, Horror Italy ecc ecc, raggiungendo straordinari risultati nel mondo delle tenebre! Entra a far parte del progetto “Enzo and the Glory Ensemble” (come cantante, chitarrista e batterista) insieme a Enzo Donnarumma (Ideatore del progetto) , Marty Friedman (Megadeth, Cacophony), Philip Bynoe (Steve Vai, Slash, Charlie Farren, Mike Mangini) Kobi Farhi ( Orphaned Land), Ralf Scheepers (Primal Fear), Mark Zonder (Fates Warning, Warlord, Graham Bonet Band), Gary Wehrkamp e Brian Ashland (Shadow Gallery), Nicholas Leptos (Warlord, Arrayan Path). I suoi progetti solisti Rock, includono ospiti di spicco come: Mistheria (Vivaldi Metal Project-Bruce Dickinson), Freddy Delirio (Death SS), Steve Volta (Perpetual Fire, Pino Scotto), Raffaele “Raffo” Albanese (From The Depth), Alexander Layer, Marco Angelo, Edward De Rosa, Tomas Valentini (Skanners) e molti altri. “Long Road” , album solista del 2019, lo consacra, artista professionista del mondo rock e metal, aggiudicandogli diversi premi e primati in tutto il globo. Oltre alla carriera musicale, è attivissimo anche nel campo discografico, come produttore, con la sua Etichetta Discografica (Wanikiya Record), attiva dal 2017 (al momento si contano più di 100 progetti musicali, tra prodotti e promossi), che include (oltre a tantissime band emergenti e non) artisti del calibro di: Timo Tolkki (Stratovarius – Symponia ecc) , Perpetual Fire , Mistheria , Dr.Viossy (Turnista di Blaze Bayley degli Iron Maiden, Edu falaschi (Angra – Almah) ecc) . Con la Wanikiya Record, collabora con eventi, festival ecc come ad esempio: San Remo Rock, Rock On Fest Indoor, Electric Guitarland, GuitarSciò, Atzwang Metal Fest ecc Nel dicembre 2022, esce il singolo “Let’s Rock” che getta le prime orme per il nuovo album “Destiny and Hope” attualmente in lavorazione. Nello stesso anno, partecipa (come Guest) nel nuovo album della band greca Arrayan Path “THUS ALWAYS TO TYRANTS” per la Pitch Black Record. Entra come cantante ufficiale, nella Glam/Heavy band ICE SUCKERS , inaugurando il nuovo accordo con il singolo “I Cant’ Live Without You” A Maggio 2023, Entra nella “Hall Of Fame” dell’Harley Benton Club Italia. Attualmente è in giro per l’Italia e all’estero, con il suo “Let’s Rock Tour”, che lo ha visto dividere i palchi con: Ancillotti, Steve Volta e tanti altri artisti in diverse occasioni  

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Gussago rock 2024
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STA PER TORNARE IL GUSSAGO ROCKS 2024

A breve si apriranno le iscrizioni per il Gussago Rock 2024 . Un iniziativa molto importante per il mondo della musica e per i giovani musicisti. Seguite gli aggiornamento sul loro profilo instagram .  

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Nuova band nel Roster della The Triad Rec

Dopo aver firmato con la francese Great Dane Records, di proprietà di Raph Greatdane, per la pubblicazione del nuovo album “Mater Tenebrarum“, in uscita all’inizio del 2024. Innerload ha firmato con l’etichetta italo/maltese The Triad Rec, per quanto riguarda il fisico e promozione digital. Mentre la Ocularis Infernum. “Booking&Promotion". (https://www.facebook.com/OcularisInfernumBookingandPromotion), si occuperà del fronte live. Ad anticipare l’uscita della nuova fatica discografica del quartetto è stato rilasciato da pochi giorni il Lyric Video del brano “Aokigahara”. BIOGRAFIA Gli INNERLOAD sono un gruppo Heavy Metal con base a Marghera nei pressi di Venezia. Nascono nel 2009 dalle ceneri di una metal-cover band che proponeva classici degli anni 80 – 90 di gruppi che hanno fatto la storia del genere (Iron Maiden, Pantera, Anthrax, Metallica, Megadeth). Nel corso del 2009, gli INNERLOAD si dedicano alla stesura di brani originali che, tra il dicembre dello stesso anno e l’aprile del 2010, vengono registrati presso il MAJESTIC STUDIO di Scorzè (VE), sotto la supervisione di Marino De Angelis. Il loro primo album, intitolato “REACT!”, è un concentrato di potenza e melodia che richiama l’heavy metal di stampo classico, quindi, canzoni veloci e tirate si alternano ad altre più cadenzate ed elaborate, tutte accompagnate da testi che parlano di temi personali ed introspettivi, di moniti ecologici e, come il genere richiama, anche di storie epiche e fantastiche. Nel maggio dello stesso anno entra a far parte del gruppo il quinto elemento GIORGIO BOLOGNESI (GIO’) alla chitarra, completando in maniera stabile la line-up. Sempre nel 2010, in collaborazione con la SILOS PRODUCTION (che lavora ed ha lavorato con gruppi del calibro dei Therion, per i quali ha realizzato il cortometraggio “011 – An Adventure with Therion” ) producono il videoclip del primo singolo “FAKE WORLD”. Nel 2011 viene firmato il contratto discografico con l’etichetta SG RECORDS (che vede nelle proprie fila Ibridioma, Tramortiria, Heaven Denied) e nel novembre dello stesso anno “REACT!” viene dato alle stampe ricevendo numerose critiche positive e venendo etichettato come l’anello di congiunzione tra la vecchia N.W.O.B.H.M. e le sonorità più moderne. Il 2012 vede gli INNERLOAD impegnati in un’attività live che li porta ad affiancare nomi della scena metal nostrana ed internazionale tra cui gli Holy Martir (Italia), i Vulcano (Brasile) e James Rivera degli Helstar e Vicious Rumors (U.S.A.). Nel maggio del 2012 il brano “The Wizard” tratto da “React!”, viene scelto per essere inserito nella compilation KILL CITY 39 della 272 RECORD di Los Angeles – California. Nel Maggio 2012 con il video “Fake World” gli INNERLOAD vincono il contest “Band of the Month” su Metal Nation TV. Nel settembre del 2012 raccogliendo una serie di fan-videos live amatoriali, viene autoprodotto il videoclip di “Ecocriminal” (altro singolo estratto da “React!”) dedicato a tutti i supporters. Nel maggio del 2013, superano le varie selezioni e passano alle semifinali del concorso nazionale “SOTTERRANEA”, aggiudicandosi la possibilità di tenere un concerto a San Benedetto del Tronto (AP), davanti ad un pubblico più esteso, e di comparire nella compilation del concorso. Nel settembre del 2013, vincono il concorso “BANDE SONORE” indetto dalla scuola di musica LAMS di Verona e compariranno con un loro brano nella compilation live del concorso.    

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